Filosofia del Vigneron
Bastien Gautheron è l’anima urbana e ribelle della nuova generazione di vigneron borgognoni. Nato e cresciuto a Dijon, ha scelto di far rinascere proprio lì la memoria del vino di quartiere, scomparso con l’ultimo vignaiolo locale nel 2014. La sua cantina sorge tra le mura dell’Arsenale, in un vecchio magazzino trasformato in luogo di fermentazioni lente e affinamenti silenziosi. Ogni bottiglia è un gesto artigiano, plasmato da piccole vasche, basse rese e vinificazioni essenziali, dove il controllo è minimo e la natura è lasciata libera di parlare. Lontano dalle scorciatoie industriali, Bastien lavora con uve provenienti da vigneti selezionati con rigore, alcuni di proprietà e altri frutto di relazioni strette con viticoltori fidati. La sua visione è chiara: produrre vini che siano il riflesso sincero del luogo, del tempo e dell’uomo che li custodisce. Il "Bien Urbain" rappresenta il legame di Bastien con le sue radici di Digione e la sua visione di "vigneron artigiano". La vinificazione segue la via della "vinificazione gentile": fermentazione spontanea con lieviti indigeni e affinamento in botti di rovere da 350 litri per lasciare il succo libero di vibrare, senza l'impronta coprente del legno. L'impegno per la sostenibilità è una scelta radicale: vetro svizzero riciclato al 95%, etichette in carta circolare al 100% e sugheri naturali bio certificati esenti da TCA, per proteggere l'integrità del vino e dell'ambiente.
Degustazione
"Le Bien Urbain" 2024 colpisce per la sua immediatezza e pulizia. Al naso è discreto ma profondamente espressivo, con note croccanti di mela verde, pera e un delicato accenno speziato. Al palato rivela una direzione dritta e senza filtri: un attacco zesty e vibrante, mosso da un'acidità elettrica che scorre con estrema agilità. Il finale è asciutto e persistente, con una trama fenolica sottile che regala una chiusura pulita e profondamente rinfrescante.