Cinque etichette capaci di sfidare il cambiamento climatico attraverso una viticoltura sensibile e ancestrale.
Le Grappin lavora su parcelle che quasi nessuno vorrebbe: troppo periferiche, troppo in quota, troppo a ridosso del confine tra un'appellation e l'altra per finire nelle guide più patinate.
Eppure sono proprio queste zone, oggi, a reggere meglio il cambiamento climatico.
Li abbiamo ospitati a un Lunedì del Vigneron con cinque bottiglie in tavola — un bianco che sfida il caldo con l'acidità, uno che nasce su un suolo quasi sterile, uno che quasi nessuno ha il coraggio di piantare, e due rossi che vanno a cercare freschezza dove il resto della Côte non guarda più: in altitudine. Ecco cosa abbiamo imparato, calice dopo calice.
Bourgogne Aligoté: il vincente del cambiamento climatico
Storicamente sottovalutato, l'Aligoté è oggi la risposta di Le Grappin al riscaldamento globale: grazie alla sua naturale acidità, mantiene una freschezza pazzesca anche nelle annate più calde.
La parcella di Andrew si trova a soli 5 metri da Chassagne-Montrachet, ma nella sezione pianeggiante. Le vecchie vigne di 50 anni beneficiano dei 430 metri di altitudine delle Hautes-Côtes de Beaune, dove la temperatura è di circa 4 gradi inferiore rispetto alla pianura. Il vino che ne nasce ha soli 11,5 gradi, è vibrante e teso.
In cantina si usano solo tecniche vecchie ed efficienti:
- Pigiatura a piedi e pressa verticale tradizionale (per preservare la texture fenolica e il carattere).
- Lungo affinamento in barrique, lo stesso trattamento riservato ai Premier Cru più blasonati, che dona al vino una bocca ricca e un finale piacevolmente amaro che stimola la salivazione.
-> Le Grappin - Bourgogne Aligote
Meursault Chardonnay: l'equilibrio della marna bianca
Questo Chardonnay cresce a Meursault su calcare bianco frantumato. Per nutrire un suolo così povero e trattenere l'umidità durante le ondate di calore, Andrew semina le fave come cover crop in inverno: una volta gelate, vengono girate nel terreno per fissare naturalmente l'azoto.
L'annata 2023, calda e matura, ha imposto una fermentazione lentissima guidata solo da lieviti indigeni. Questo ha richiesto ben due anni di affinamento in legno vecchio, un tempo inusuale per un'etichetta d'ingresso, ma necessario per assecondare il ritmo della vigna.
Il sorso entra ricco e quasi vegetale, per poi trasformarsi in un'esplosione di energia pulita e tensione minerale.
-> Le Grappin - Hautes Cotes de Beaune Aux Grandes Blanc Le Clou
Monthélie Blanc: la rarità biologica su suolo nobile
Monthélie è storicamente un villaggio da Pinot Noir. All'ingresso del paese, però, il terreno diventa improvvisamente bianco e identico a quello della vicina Meursault, distante appena 5 metri. Eppure, per logiche di mercato, quasi tutti vi hanno sempre piantato uva rossa.
La parcella di Le Grappin è una perla rara: meno del 5% delle vigne di Monthélie è a uva bianca. Viene gestita in biodinamica, lavorando la terra esclusivamente con il cavallo per non compattare il suolo. Andrew collabora con viticoltori artigiani che rifiutano la chimica e scelgono potature tardive. Il risultato è un bianco di una purezza tagliente, che esprime la nobiltà di Meursault fuggendo dalle speculazioni del mercato di massa.
-> Le Grappin - Monthelie Les Toisieres Blanc
Beaune Premier Cru Boucherottes: la "Chimera" dal cuore blu
I Premier Cru di Beaune sono stati a lungo monopolio delle grandi maison di negozio. Andrew si è specializzato nel climat Boucherottes, un piccolo angolo di Beaune adiacente a Pommard che rappresenta una vera chimera geologica:
- Il suolo: Il terreno superficiale è composto da calcare dolomitico ricco di magnesio (tipico di Pommard), che dona tannini rigidi e frutti scuri. La roccia madre sottostante è invece il classico calcare di Beaune, che conferisce eleganza e scorrevolezza.
- Il profilo: Al naso esplode la tipica nota "blu" di Pommard (mirtillo denso), ma il corpo mantiene la finezza setosa di Beaune.
Trovare questo vino in purezza è una rarità assoluta (il resto della parcella viene solitamente tagliato in grandi blend). Andrew lo fa affinare per 24 mesi, introducendo una scelta geniale: il 25% della massa riposa in damigiane di vetro da 200 litri, che schermano il vino dall'ossigeno senza cedere nulla, preservando intatta la freschezza floreale e l'ombra blu del Pinot Nero.
-> Le Grappin - Beaune 1er Cru Boucherottes
Hautes Cotes de Beaune Aux Grandes Raies Rouge
Se l’Aligoté sfida il caldo grazie all'acidità nativa, sul fronte dei rossi la risposta di Andrew al riscaldamento globale si chiama "altitudine".
Questo 100% Pinot Nero nasce infatti da una parcella di quota situata sulle colline che sovrastano la Côte, dove la ventilazione costante e le escursioni termiche preservano i profili varietali più fragili e croccanti dall'iper-maturazione.
L’approccio in cantina segue la filosofia della massima sottrazione, assecondando una Borgogna moderna e anticonvenzionale, definita da una mano incredibilmente leggera e consapevole:
- Il profilo olfattivo: Al naso si apre un ventaglio fresco ed espressivo di piccoli frutti rossi, dominato da lampone fresco e fragolina di bosco, arricchito da sfumature floreali e da una caratteristica e affascinante nota ematica e sanguigna.
- Il sorso: In bocca il vino entra teso, vibrante e straordinariamente succoso. Il tannino è sottile e finissimo, supportato da uno slancio salino verticale che allunga il finale, regalando un Pinot di straordinaria beva, da godere con gioia e da ricordare.
-> Le Grappin - Hautes Cotes de Beaune Aux Grandes Raies Rouge
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Vivi l'emozione dei nostri Lunedì del Vigneron
Ascoltare i segreti della terra e della cantina direttamente dalla voce di chi li ha vissuti è un'esperienza rara, ed è esattamente ciò che anima i nostri Lunedì del Vigneron. Non si è trattato di un incontro isolato: la serata con Andrew ed Emma è l'essenza stessa di questi appuntamenti.
Se non avete mai partecipato, dimenticate le classiche degustazioni didattiche.
Qui azzeriamo i formalismi e rompiamo le distanze. È un dialogo autentico, senza filtri, dove i racconti dei produttori si intrecciano ai sapori sinceri e "Wild" della nostra cucina.
Proprio per preservare questa atmosfera intima e conviviale, i posti attorno alla tavola sono pochissimi e volano via in fretta.
Se vuoi approfondire lo spirito di queste serate, dare un'occhiata ai prossimi vignaioli in calendario e assicurarti una sedia per il prossimo incontro, visita la pagina ufficiale: Esplora il calendario e riserva il tuo posto per i Lunedì del Vigneron.