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Charles Boigelot: il talento cristallino della nuova Borgogna

Tuesday, April 14, 2026 10:45 AMApril 14, 2026
Wild Vigneron è il distributore esclusivo per l'Italia.
Charles Boigelot: il talento cristallino della nuova Borgogna

Un giovane vignaiolo formato da Coche-Dury, Vincent Girardin e Paul Pillot. Una firma nuova sotto il domaine di famiglia attivo a Meursault dal 1918. Otto ettari di parcelle wild tra Meursault, Monthélie, Pommard e Volnay.

Ci sono visite in cantina che giustificano da sole le migliaia di chilometri fatti di notte per andare ad assaggiare le botti. Quella da Charles Boigelot, a Meursault, è una di queste.


Sono tornato più volte in cantina da Charles negli ultimi due anni e ogni volta sono rimasto colpito da due cose: la finezza dei suoi vini, e la luce che li attraversa. Ho assaggiato un Monthelie Les Crays nel 2024 — una bottiglia, una sola — con una profondità, un'eleganza e una vibrazione che ho ancora in testa a distanza di mesi. È uno degli assaggi con più prospettiva che mi sia capitato di fare nell'ultimo periodo. Da oggi, Wild Vigneron è il distributore esclusivo per l'Italia delle micro-cuvée a firma Charles. Un onore raro, costruito botte dopo botte, conversazione dopo conversazione.



La famiglia, il padre, il passaggio generazionale

La famiglia Boigelot coltiva vigne dal 1918 fra Meursault e Monthélie. Per decenni una parte importante dell'uva usciva sfusa, venduta ai grandi négociant della Côte. Il padre di Charles, Eric Boigelot, ha gestito a lungo il domaine con un'impostazione classica, costruendo un patrimonio di parcelle serie: oltre a Meursault e Monthélie, anche Volnay e Pommard.

Quello che sta succedendo adesso è un passaggio generazionale che non spazza via nulla, anzi. Charles lavora con il padre, ma tiene i due progetti rigorosamente separati. La parte storica del domaine resta ancorata a un'idea leggermente più classica della Borgogna. Sotto la firma Charles Boigelot, invece, c'è la sua nuova scrittura: etichetta separata, libertà totale di sperimentazione, livelli di solforosa quasi inesistenti, apertura a nuove tecniche. Il tutto con il rispetto per il lavoro del padre che si sente in ogni gesto.

È un modello di transizione che mi piace molto: nessuna rottura, solo un raddoppio dell'identità. Il vecchio non viene buttato. Il nuovo non deve giustificarsi. Convivono.

La formazione: due anni da Coche-Dury

Il curriculum di Charles è quello che ti aspetti da un giovane che vuole fare sul serio in Borgogna, ma con una densità rara. Due anni da Jean-François Coche-Dury — il riferimento assoluto del Meursault contemporaneo, lo chef d'orchestra della scuola della riduzione nobile. Poi passaggi da Vincent Girardin, uno dei più precisi enologi della Côte de Beaune, e da Paul Pillot, maestro chassagnerd dello stile vibrante e teso.

Si sente, in tutto. Le fermentazioni spontanee non sono uno slogan ma una pratica costante. Il grappolo intero è dosato con intelligenza chirurgica — dal 50% al 100% sui rossi a seconda dell'annata e della parcella. Niente SO2 in macerazione, estrazioni leggere, legno solo usato, soste lunghe sui lieviti per i bianchi. È la grammatica della Borgogna che cambia da una decina d'anni, ma applicata con un rigore che pochi giovani della sua età padroneggiano.



La filosofia: vini wild, mai caricati

Quello che esce dalla cantina è una gamma di vini scalpitanti, luminosi, energici. Mai caricati, mai costruiti, mai eccessivi. Charles lavora per sottrazione: il suo obiettivo non è dimostrare la grandezza del terroir aggiungendoci sopra estrazioni e legno nuovo, ma toglierla finché non resta solo la voce della vigna. Una pratica difficilissima, perché l'errore in sottrazione si sente sempre. Quando funziona, però, fa quei vini lì: trasparenti, pieni, vibranti.

Sono stato veramente colpito dagli assaggi. Ci sono già tutte le caratteristiche da grande vino: la finezza, la spinta acida, il tannino filigranato sui rossi, la mineralità tagliente sui bianchi. E soprattutto c'è quella cosa rara che si chiama "luce". I vini di Charles si illuminano nel calice. È un nome che vi consiglio di segnarvi.

I vini in distribuzione Wild Vigneron

Quattro micro-cuvée arrivano in Italia in esclusiva da noi. Sono i primi millesimi che importiamo, in piccole allocazioni — dalla domanda fanno chiaramente capire perché.

Monthelie « En Chancray » 2024 — Bianco
Un Monthélie bianco che morde e accarezza. Vinificazione "nuda", grappolo intero che dà sferzate balsamiche e scorza d'arancia amara, acidità elettrica, finale di pietra umida. Per me la rivelazione della gamma sui bianchi: non ti aspetti un Monthélie così.

Meursault 2024 — Bianco
Il Meursault della scuola Coche-Dury reinterpretato con la firma di Charles. Riduzione nobile, fiammifero sfregato, polvere di gesso, finale di ostrica. Verticale e vibrante, niente burro, niente seduta. Densità senza peso. Una nota: questo Meursault sulla fattura proforma è siglato "P.C." — non si tratta di un Premier Cru ma di una cuvée selezionata da parcelle scelte (probabilmente "Premier Cuvée" nel gergo aziendale di Charles). Stiamo verificando con il produttore la dicitura ufficiale per l'Italia.

Monthelie « Les Plantes » 2024 — Rosso
Il lato floreale ed etereo di Monthélie. Peonia, rosa canina, pepe bianco. Tannino impalpabile, frutto croccante. Bevibilità da seconda bottiglia obbligatoria.

Pommard « En Bœuf » 2024 — Rosso
L'anomalia ribelle della gamma. Vigna settantenne in valle fresca, suolo bianco calcareo atipico per l'appellation. Verticalità da Volnay travestita da Pommard. Tannino cesellato, spezia fine. Per pochi.

Perché questa distribuzione conta

Charles Boigelot rappresenta quello che mi piace inseguire come distribuzione: giovani vignaioli con la testa sulle spalle, formazione seria, sensibilità da grande Borgogna, e un progetto che parte dai primissimi millesimi. Accompagnarli nelle prime annate insieme in Italia è qualcosa che ci riflette. Wild Vigneron è una giovane distribuzione che cammina con giovani vignaioli, e questo per noi non è un caso, è un metodo.

I vini di Charles faranno parlare. Sono già parte di quella nuova Borgogna che avanza e che continua a stupire e a stimolare tutti gli appassionati di vino. Se siete fortunati, riuscirete ad assaggiarli prima che diventino impossibili da trovare.
Grazie a Charles per la condivisione e per il tempo dedicato. Queste sono le visite e le scoperte che valgono i chilometri.

Wild Vigneron è il distributore esclusivo per l'Italia delle micro-cuvée Charles Boigelot. Le quantità sono limitate, le allocazioni partono dai primi giorni di maggio 2026.

Schede tecniche essenziali (per i nerd del vino)

Charles Boigelot — Domaine
  • Sede: Meursault, Côte de Beaune, Borgogna
  • Famiglia in attività dal 1918
  • Superficie: ~8 ettari fra Meursault, Monthélie, Pommard, Volnay
  • Formazione di Charles: Coche-Dury (2 anni), Vincent Girardin, Paul Pillot
  • Filosofia: fermentazioni spontanee, grappolo intero 50–100% sui rossi, no SO2 in macerazione, legno usato, lunghi affinamenti sui lieviti
  • Distribuzione Italia: Wild Vigneron — esclusiva






Charles Boigelot: il talento cristallino della nuova Borgogna
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