
Dalla giungla di vetro alla terra della Loira e della Borgogna
A Hong Kong, Lily lavorava nel cuore dell'importazione di vini di prestigio. Aveva il mondo in un calice, ma le mancava il contatto con la materia. La svolta arriva con un apprendistato che farebbe invidia a qualunque vignaiolo:- La Scuola Dagueneau (Loira): Con Benjamin Dagueneau, Lily impara la disciplina del rigore. Nel tempio del Sauvignon Blanc, capisce che la precisione non è un optional: è l'unico modo per preservare la purezza del frutto.
- La Saggezza di Thibault Liger-Belair (Borgogna): A Nuits-Saint-Georges, Thibault le insegna la lezione più difficile: la pazienza. "Spesso i vignaioli intervengono troppo per ansia", racconta Lily. Lì apprende l’arte di aspettare che il terroir faccia il suo corso.

2018: il master in enologia come atto di libertà
Nonostante la pratica sul campo con i giganti, Lily sente di aver bisogno di basi solide. Nel 2018 prende il Master in Enologia. Non per seguire una ricetta, ma per essere libera di non usarla."Se vuoi fare vini naturali e stabili senza abusare della chimica, devi conoscere la materia a livello molecolare meglio di chiunque altro". Questa competenza tecnica le permette oggi di vinificare "senza rete", gestendo la stabilità dei suoi vini con la sola forza della conoscenza.

Il progetto Lily Par: ospitalità e indipendenza
Nel 2023 nasce ufficialmente il suo marchio. In una Borgogna dove i terreni hanno prezzi inaccessibili, Lily adotta un modello di négoce artigianale puro. Per vinificare, è ospite della cantina Maison A&S, dove condivide locali e macchinari. Questa dimensione di "coworking enologico" le permette di concentrarsi totalmente sulla qualità delle uve che seleziona personalmente, senza i pesanti oneri di una struttura propria.Filosofia in cantina: "una sola azione al giorno"
Il metodo di Lily è un elogio alla calma. Non ci sono cronometri o tabelle matematiche.- L'Istinto del Momento:"Mi siedo davanti alla vasca, annuso e capisco se il vino ha bisogno di un rimontaggio o se deve essere lasciato in pace".
- Il Minimo Intervento: Ha una regola ferrea: mai più di un'azione meccanica al giorno. Che sia un rimontaggio o un leggerissimo pigeage, la materia non deve essere stressata.
- Fermentazione a Freddo: Lascia che le uve riposino per giorni prima di partire con la fermentazione, estraendo aromi di una finezza straordinaria.

La geologia e l'ossido di ferro di Beaune
Lily ha una visione tecnica ed estetica dei suoli di Beaune. È affascinata dalle pietre arancioni cariche di ossido di ferro. Per lei, questo elemento regala al vino una nota "dark", ematica e profonda, che distingue i suoi vini dalla classica leggerezza borgognona. È un Pinot Noir che sa di roccia e di metallo, austero ma incredibilmente vitale.L'etichetta: un linguaggio visivo funzionale
Grazie al suo background a Hong Kong, Lily sa che il vino deve comunicare. Le sue etichette, create da una designer di Hong Kong residente in Giappone, rompono gli schemi:- Basta parole vuote: Odia i termini "citrico" o "minerale" usati a sproposito.
- Immaginare il Gusto: Il design deve aiutare il bevitore a visualizzare la struttura del vino prima ancora di aprirlo. È un approccio funzionale: l'estetica asiatica al servizio della comprensione del terroir.

La gemma: Aligoté 2023
Negli ultimi assaggi, spicca il suo Aligoté 2023. Nato da una parcella esposta a sud e vinificato con un uso sapiente delle fecce (lees), è un vino caldo, solare e "grasso", che dimostra come Lily sappia interpretare anche le annate più luminose con equilibrio e rotondità.Lily Par: l'energia cosmopolita che sta riscrivendo la Borgogna
Certe scoperte non nascono per caso, nascono dall’incontro di energie. Quello che mi ha impressionato di Lily Parè la sua forza contagiosa: una persona giovane, che ha già dedicato una vita intera al vino, accumulando un’esperienza che molti non raggiungono in una carriera intera. I suoi vini non sono semplici fermentati, sono il frutto di un pensiero profondo e di scelte coraggiose.
Il pedigree dei maestri e la forza della scienza
Lily non ha scelto la strada facile. Ha forgiato il suo talento nei santuari del rigore: la disciplina estrema di Dagueneau in Loira e la sensibilità di Thibault Liger-Belair in Borgogna. Ma Lily è andata oltre: nel 2018 ha preso un Master in Enologia perché voleva che la sua visione fosse supportata da una precisione chimica infallibile. "Devi conoscere la materia molecolarmente per essere libera di non usare la chimica". Questo rigore tecnico è il motivo per cui, nonostante sia tra i suoi primi millesimi, le bottiglie sono già pazzesche, precise, senza una sbavatura.Nantoux: una cantina di condivisione e legno esausto
Oggi Lily vinifica a Nantoux, sopra Meursault, in una realtà di "coworking enologico" dove divide la cantina con i ragazzi di Maison A&S. È qui che avviene la magia della sottrazione. La sua scelta tecnica è chiarissima: le uve (négoce da agricoltura organica) provengono da un unico, fidatissimo grower. Questo legame permette a Lily di gestire personalmente ogni dettaglio in vigna insieme al produttore. In cantina, l’uso del legno è categorico: 100% legno esausto. Niente aromi di vaniglia o tostature, solo il respiro del tempo e la purezza della roccia.
Il design del gusto: l’etichetta che ti parla
Lily porta dentro di sé l’origine della sua cultura di Hong Kong unita alle esperienze europee. Ha lavorato ossessivamente sul design delle etichette insieme a un caro amico designer, con una visione rivoluzionaria: l’etichetta deve raccontare il gusto. Entrando in un negozio o navigando online, Lily voleva che il cliente capisse subito l’anima del vino. Attraverso una sensibilità cromatica unica e un gioco di colori studiato, l’etichetta rispecchia esattamente ciò che l’appassionato troverà nel calice. È un ponte visivo tra la sua cultura asiatica e il palato di chi assaggia.Wild Vigneron & Lily Par: una sfida per pochi
Siamo orgogliosi di iniziare questa collaborazione. Lavorare con la nuova generazione della Borgogna è ciò che ci motiva ogni giorno a spingerci più in là nella ricerca. Purtroppo, le bottiglie per l’Italia saranno pochissime — una rarità figlia di una produzione artigianale e maniacale.Siamo felici perché la ricerca di Wild Vigneron continua a migliorare, portandovi non solo vini, ma persone che hanno una visione precisa, chiara e rivoluzionaria. Benvenuta nella famiglia, Lily.
