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Domaine La Mutine: La ribellione minerale di Jean-Paul Pando tra i calcarei di Vézelay

Thursday, January 29, 2026 3:43 PMJanuary 29, 2026
C’è una tensione magnetica che attraversa il Grand Auxerrois, quel lembo di Borgogna settentrionale dove le vigne sfidano il respiro freddo del Parco del Morvan. È qui, nel minuscolo villaggio di Island, che Jean-Paul Pando ha dato vita alla sua "mutina". Non una rivolta rumorosa, ma una resistenza silenziosa e radicale, fatta di mani sporche di terra, picconi e una fiducia incrollabile nei ritmi del vivente. Benvenuti nel mondo di Domaine La Mutine.
Domaine La Mutine: La ribellione minerale di Jean-Paul Pando tra i calcarei di Vézelay

Esistono nomi che sono destini. "Mutine", la ribelle, non è solo un’etichetta: è il manifesto di una rottura necessaria. Nel gennaio del 2022, Jean-Paul Pando ha scelto di abbandonare le certezze del settore per rifugiarsi nel misticismo di Vézelay, un angolo di Borgogna settentrionale dove la terra richiede dedizione assoluta e la viticoltura torna a essere un atto di pura presenza.

Qui, nel cuore del Grand Auxerrois, ha dato vita a un micro-domaine di soli 2,5 ettari situato a Island. Un progetto liquido fatto di trasparenza, luce e vibrazione, dove ogni bottiglia è una dichiarazione d'intenti politica e culturale.



L'Uomo e il Metodo: Dalla Scuola di Roulot al "Corpo a Corpo" con la Terra

La storia di Jean-Paul è quella di un ritorno all'essenziale. Dopo un passato nella ristorazione tra Provenza e Bordeaux, la sua sensibilità enologica è stata forgiata nel tempio della precisione: Meursault, alla scuola d’eccellenza di Jean-Marc Roulot.

Da quel maestro del vino, Pando ha ereditato un rigore analitico quasi cistercense, applicandolo a colline calcaree gestite interamente in regime biologico. Il suo non è un lavoro di ufficio, ma un confronto quotidiano tra zappe e vecchi trattori: una viticoltura "corpo a corpo" che mira a lasciare il mondo migliore di come lo ha trovato.








Il Terroir di Vézelay: Dove la Roccia Incontra il Misticismo

Per comprendere la profondità di queste etichette, bisogna guardare sotto i piedi. Il terroir di Vézelay è dominato da suoli calcarei poco profondi risalenti al Giurassico. È questa geologia a infondere nei vini una nitidezza e una salinità che li distingue dalle espressioni più opulente della Côte de Beaune.

CuvéeTipologia di SuoloImpatto Sensoriale
Les Champs CadetCalcare poco profondoTensione estrema, mineralità agrumata
Le Clos DûArgillo-calcareVolume, note burrose, struttura
Les JusArgillo-calcareFrutto croccante, tannino setoso

Sotto lo sguardo della Basilica di Santa Maria Maddalena, il clima continentale garantisce maturazioni lente, preservando un'acidità vibrante che rende i vini di La Mutine tesi, verticali e profondamente gastronomici.






La Selezione Wild: Precisione ed Energia

Le etichette che abbiamo scelto per lo shop riflettono una filosofia del "nudo e crudo", dove la tecnica serve a proteggere la materia prima, mai a truccarla.

I Rossi: L'Anima del Pinot Noir

  • Bourgogne Rouge 2022 (Négoce): Un Pinot Noir che rinuncia al legno per farsi puro succo. Affinato 22 mesi in acciaio, è flessuoso ed elettrico, con note di ciliegia croccante e un allungo salino che invita alla beva compulsiva.

  • Bourgogne "Les Jus" 2023 (Domaine): L’essenza della proprietà. Una macerazione breve ("un'infusione di luce") per un vino vivo, teso e succoso. La fotografia nitida del terroir di Island.

I Bianchi: Chardonnay di Cristallo

  • Vézelay "Le Clos Dû" 2023 (Domaine): Un capolavoro di equilibrio. Bilancia la tensione citrina con una texture cremosa grazie a un affinamento sartoriale tra acciaio e vecchi fusti. Finale gessoso e persistenza infinita.

  • Saint-Véran 2024 (Négoce): La solarità del Mâconnais riletta attraverso il rigore borgognone. Una mineralità tagliente e una freschezza vibrante che rifugge ogni rotondità eccessiva.




Abbinamenti "Wild": Dalla Vigna all'Alpeggio

Questi vini non temono i sapori decisi, anzi, esaltano le materie prime poco lavorate.

  1. Pinot Noir e salumi d'alpeggio: L'acidità spiccata di Les Jus taglia perfettamente la grassezza della pancetta o dello speck artigianale. Provatelo leggermente fresco (12-14°C).

  2. Chardonnay e formaggi a latte crudo: La mineralità del Clos Dû è l'abbinamento d'elezione per caprini e vaccini a crosta fiorita. Pulisce il palato e sostiene la persistenza dei formaggi più evoluti.

  3. Il tocco di montagna: Il Saint-Véran, con la sua sapidità, è il compagno ideale per piatti a base di polenta e burro di malga.


"La Mutine rappresenta oggi un ponte essenziale tra l’eredità storica di una denominazione antica e una nuova energia enologica, definita da una semplicità autentica che non ammette compromessi."

Domaine La Mutine: La ribellione minerale di Jean-Paul Pando tra i calcarei di Vézelay
Domaine La Mutine: La ribellione minerale di Jean-Paul Pando tra i calcarei di Vézelay
Domaine La Mutine: La ribellione minerale di Jean-Paul Pando tra i calcarei di Vézelay
Domaine La Mutine: La ribellione minerale di Jean-Paul Pando tra i calcarei di Vézelay
Domaine La Mutine: La ribellione minerale di Jean-Paul Pando tra i calcarei di Vézelay
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