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Foradori: oltre la biodinamica, verso l’individualità del terroir

sabato 9 maggio 2026 18:189 maggio 2026
Un'analisi profonda della visione agricola della famiglia Foradori
Foradori: oltre la biodinamica, verso l’individualità del terroir

Nel mondo del vino contemporaneo, ci sono realtà che non si limitano a produrre etichette, ma tracciano solchi profondi nel modo in cui pensiamo all’agricoltura. 

L’Azienda Agricola Foradori, radicata nel Campo Rotaliano dal 1939, è il simbolo di una rivoluzione che ha saputo coniugare il rigore tecnico con una visione spirituale della terra.

Dalle intuizioni di Elisabetta Foradori alla gestione contemporanea dei figli Emilio, Theo e Myrtha, la storia di questa cantina è un trattato di resilienza e ricerca della purezza.


Elisabetta Foradori || Credits: Foradori


Il Campo Rotaliano e la riscossa del Teroldego

Il Campo Rotaliano è una piana alluvionale incastonata tra le pareti rocciose delle Alpi trentine. Qui, il Teroldego ha trovato il suo habitat ideale, ma è stato solo grazie alla selezione massale avviata negli anni '80 che questo vitigno ha riacquistato la sua nobiltà.


Campo Rotaliano | Credits: Foradori


Elisabetta Foradori comprese che per fare un vino "vero" bisognava tornare alla pianta. 

Eliminando i cloni produttivi e recuperando la diversità genetica delle vecchie vigne, ha permesso al Teroldego di tornare a essere un interprete fedele del suolo. Non più un rosso muscolare e standardizzato, ma un vino verticale, profondo e capace di una "luminosità" inattesa.


La filosofia della sottrazione: anfore e neutrità

Uno dei pilastri dell'identità Foradori è l'uso delle Tinajas. Queste anfore di terracotta di Villarrobledo non sono un vezzo estetico, ma uno strumento tecnico di precisione.

A differenza del legno, la terracotta è un materiale inerte che non cede aromi. Tuttavia, la sua porosità permette una micro-ossigenazione costante. 

Questo equilibrio consente lunghe macerazioni (fino a 9 mesi per la Nosiola Fontanasanta) in cui il vino può maturare senza interferenze, preservando intatta l'energia del frutto e la sapidità minerale derivante dai suoli argilloso-calcarei.


Tinajas | Credits: Foradori

 


Rainer Zierock e l'eredità genetica: viti da seme e Yorgo

Non si può parlare di Foradori senza citare l'influenza di Rainer Zierock, compagno di Elisabetta e visionario pensatore agricolo. A lui si devono le sperimentazioni più radicali, che oggi i figli continuano a curare come un tesoro vivente.

  • Viti da seme: È forse il progetto più filosofico della cantina. In un mondo di viticoltura clonale, Foradori ha piantato viti propagate direttamente da seme. Poiché ogni seme è unico, ogni vite in questo appezzamento è un individuo geneticamente diverso. È la celebrazione della biodiversità estrema, una polifonia di espressioni che garantisce la resilienza del vigneto nel tempo.

  • L’Influenza georgiana: Lo Yorgo, prodotto da varietà georgiane (Saperavi, Rkatsiteli) piantate negli anni '90, rappresenta il ponte tra la tradizione caucasica e il Trentino, un omaggio alle radici stesse della viticoltura mondiale.



Il futuro sul basalto: dal Rotaliano al Monte Baldo

La ricerca della famiglia non si ferma alle radici storiche. Negli ultimi anni, l'acquisizione di terreni sulle pendici del Monte Baldo ha aperto una nuova frontiera: il basalto.

Passare dai terreni alluvionali del Campo Rotaliano ai suoli vulcanici del Baldo ha permesso di esplorare nuove vibrazioni. 

Qui nascono vini come il Manzoni Basalto e il nuovo progetto Miko Flor (Teroldego vinificato in bianco), dove la struttura tipica del vitigno si fonde con una sapidità vulcanica tesa e tagliente. Il nome Miko Flor è un tributo alla "flora" microbica dei suoli, elemento invisibile ma fondamentale che la biodinamica cerca di preservare e stimolare.



Cosa significa "Vino Vivo"

Per Foradori, il vino è il risultato di un ecosistema in equilibrio. La certificazione Demeter (ottenuta nel 2009) è solo la cornice di un quadro più ampio che include l'integrazione degli animali, la cura dei boschi limitrofi e il rispetto assoluto dei cicli naturali.

Un vino Foradori non è mai identico a se stesso. È un frammento di tempo e di terra, un liquido che continua a evolvere e a respirare anche una volta stappato, portando con sé il rigore di chi ha scelto di ascoltare la natura invece di dominarla.




Un'occasione per approfondire

Se volete scoprire queste storie direttamente dalla voce dei protagonisti, Emilio Foradori sarà ospite presso il nostro agriturismo lunedì 25 maggio alle ore 18:00 per l'apertura dei Lunedì del Vigneron.

Un momento di confronto tecnico e umano per assaggiare 6 etichette simbolo di questo percorso, tra cui l'anteprima assoluta del Micoflor 2024.

Più informazioni sul tasting qui.
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