
Il 5 marzo 2025, AIS Lombardia ha dato vita a un evento unico che ha incantato i sensi, mescolando l’arte della viticoltura della Valle Camonica con la tradizione casearia della Val Brembana. Pietro Sangiorgio, Miglior Sommelier di Lombardia 2022, e Nicolò Quarteroni, casaro di lunga esperienza, hanno guidato i presenti in un viaggio sensoriale, tra vini straordinari e formaggi alpini che raccontano storie di montagna, passione e tradizione.
La rinascita del vino camuno
La serata si apre con un excursus di Pietro Sangiorgio sulla storia della Valle Camonica, un territorio dalla tradizione vitivinicola secolare, ma segnato da molteplici difficoltà. A partire dai Romani fino alla creazione dell'IGT Valcamonica nel 2003, il vino camuno ha visto una riscoperta negli ultimi anni grazie al lavoro appassionato di piccoli produttori. Oggi la valle conta 200 ettari di vigneti e 23 aziende, un segno tangibile della rinascita di questa tradizione millenaria.
Sangiorgio ci guida attraverso la zonazione della valle, suddivisa in tre macro aree, ognuna con peculiarità che influenzano il carattere dei vini: la Bassa Valle Camonica, famosa per i suoi spumanti, la Media Valle Camonica, ideale per i bianchi, e l'Alta Valle Camonica, dove la montagna e l'altitudine rendono la viticoltura più complessa.

Formaggi e tradizione
Sotto la guida esperta di Nicolò Quarteroni, casaro della Val Brembana, i partecipanti sono stati accompagnati in un viaggio sensoriale alla scoperta dei formaggi alpini, veri e propri "pezzi di montagna" in ogni assaggio. Dall'incredibile freschezza del Formai de Mut ai sapori più maturi e complessi del Branzi e Taleggio, ogni formaggio racconta la fatica e la passione di una tradizione casearia tramandata da generazioni.
Nicolò, custode di un’arte antica e legata alla sua famiglia, Ferdy Wild, racconta come il casaro sia una figura che vive in simbiosi con la montagna, una vera e propria passione. "Il formaggio è cultura, patrimonio, identità", dice lui, e ogni suo prodotto racconta storie di sacrificio e amore per la montagna, dove il tempo e l’ambiente alpino plasmano sapori unici.
Un binomio perfetto: formaggio e vino
Tra i formaggi degustati, il Formai del Ferdy Hay ha colpito con il suo profumo avvolgente e un sapore ricco e affumicato, mentre il Formai del Ferdy Green si è distinto per la sua consistenza elastica e le sfumature più complesse di burro e erbe di montagna. Il Formai de Mut 2024, prodotto in alpeggio, ha sorpreso con la sua delicatezza, regalando un equilibrio perfetto tra freschezza, acidità e complessità. La degustazione si è conclusa con due paste molli: lo Strachì quadro, delicato e fresco, e la Mascherpa salata e stagionata, un formaggio povero dal sapore delicato, arricchito da una muffa naturale.
I vini proposti da Pietro Sangiorgio hanno completato l’esperienza. Il Ramarro Beat 2023 di Fausto Ligabue, un Riesling Renano dal profumo di zafferano e frutta matura, si è rivelato un abbinamento ideale con i formaggi più freschi. Il Rebelot 2023 di Brüsa Crus, un incrocio Manzoni, ha fatto emergere la sua freschezza e aromi di miele e agrumi, mentre il Botton d’Oro 2022 di I’Nadre, con la sua eleganza floreale e una sapidità raffinata, ha ben accompagnato i formaggi stagionati. Il Mat 2019 di Enrico Angeli, un vino audace con note di idrocarburo e frutta secca, ha ben completato la degustazione, creando un finale fresco e coinvolgente.