Dall'Arsenale di Digione al plateau sopra la città: chi è Bastien Gautheron d'Anost e perché il suo vino riporta la vigna in città.
Bastien Gautheron: il vino torna a Digione, in una vecchia polveriera
Digione è la capitale della Borgogna, ma da anni dentro la città non si faceva più vino. L'ultimo vignaiolo di quartiere ha smesso nel 2014. Bastien Gautheron è nato e cresciuto qui, e ha deciso di ripartire proprio da casa sua: una cantina dentro le mura dell'Arsenale, una vecchia polveriera in pietra con la data 1880 incisa sopra il portone, e qualche vigna sul plateau sopra la città.
Chi è Bastien
Bastien ha cominciato a studiare enologia a quindici anni. Prima di fare vino suo ha passato anni da Olivier Leflaive, a Puligny-Montrachet, una delle maison più conosciute della Côte de Beaune: lì ha imparato come si lavora in grande e cosa vuole il mercato. Nel 2019 ha lasciato tutto per mettersi in proprio, e il 2020 è la sua prima annata.
Il nome della maison viene dalla famiglia: Anost è un paese del Morvan, la terra di sua madre. Le vigne di famiglia stavano per liberarsi ed è stata l'occasione per partire. Oggi lavora piccole parcelle di proprietà, a Savigny-lès-Beaune e nelle Hautes-Côtes de Beaune, certificate biologiche dal 2017, e compra uve da vignaioli amici di cui si fida, che coltivano allo stesso modo. In tutto circa 21.000 bottiglie l'anno.
La polveriera dell'Arsenale
Siamo stati da lui in cantina. Da fuori è un edificio basso di pietra chiara, il tetto coperto di alberi, un portone grigio ad arco con due pipistrelli ritagliati nel metallo. Dentro, una volta a botte imbiancata, le finestrelle alte e le barrique in fila. Era un deposito militare, oggi è il posto dove i vini fermentano e affinano con calma.
A dicembre Bastien è tornato a vivere a Digione con la famiglia: la casa, la cantina e le vigne adesso sono a pochi minuti l'una dall'altra. Per un vignaiolo che fa quasi tutto con le sue mani non è un dettaglio.
Selezione massale: tenere l'acidità
Il cuore del suo lavoro è la selezione massale di Pinot Noir, Chardonnay e Aligoté: piante riprodotte dalle vigne vecchie invece che da cloni di vivaio. Nel Bourgogne Dijon rosso mette insieme due selezioni diverse. Circa un quarto viene da una selezione degli anni '90, fatta quando in Borgogna si cercava maturità: acini piccoli, molta concentrazione. Il resto è una selezione più fresca e succosa.
Il ragionamento è semplice: oggi la maturità arriva ogni anno, quello che bisogna difendere è l'acidità. Il Pinot Fin, una vecchia varietà di Pinot Noir, lo vendemmia otto giorni prima degli altri e lo tiene a grappolo intero; quando raccoglie il resto, lo aggiunge così com'è nella vasca. Nel bicchiere il grappolo intero si sente, ma non copre il frutto.
Bourgogne Dijon: due vigne, una città
Il Bourgogne Dijon è il vino che racconta meglio il progetto. Nel 2023 e nel 2024 veniva da una sola parcella in alto, sul plateau di Digione. Con il 2025 arriva una seconda vigna, un po' più in basso, su marne bianche più argillose. La prima dà tensione e precisione, la seconda volume: insieme trovano l'equilibrio.
In cantina Bastien si definisce pragmatico, non "naturale": lieviti indigeni, macerazioni brevi per non estrarre troppo, una parte di grappolo intero nei rossi, pochissimo legno nuovo, botti da 228 e 350 litri. Pochi interventi, ma pensati.
Dall'Aligoté ai Premier Cru
La gamma va dall'Aligoté "Le Bien Urbain" e dal Bouzeron delle Bouchines, una delle parcelle più alte del villaggio, fino al Ladoix 1er Cru Les Gréchons, al Savigny-lès-Beaune 1er Cru Les Lavières, al Marsannay Au Quartier, al Gevrey-Chambertin e al Puligny-Montrachet 1er Cru La Garenne. Vini diversi, con lo stesso filo: frutto pulito, acidità viva, legno che resta in secondo piano.
In Italia con Wild Vigneron
Distribuiamo i vini di Bastien in Italia, per i privati sul nostro shop e per la ristorazione. Lo abbiamo scelto per come lavora e per il progetto di Digione, che seguiamo da vicino annata dopo annata.
Bastien da noi: Lunedì del Vigneron, 23 novembre
Lunedì 23 novembre Bastien viene a trovarci a Lenna, all'Agriturismo Ferdy, per un Lunedì del Vigneron fuori stagione: i Lunedì del Vigneron sono le nostre serate con i vignaioli che importiamo, quelli che di solito facciamo d'estate in giardino. Questa volta siamo dentro, in Sala Mercatorum, e le sessioni sono due.
Ore 10:45, masterclass per professionisti. Riservata a ristoratori, sommelier ed enotecari. La presenza va confermata a Simone, il nostro commerciale, su WhatsApp o al telefono: 350 195 7380.
Ore 18:00, degustazione aperta a tutti. Sei calici, tre bianchi e tre rossi, con due Premier Cru e il Bourgogne Dijon 2025 in anteprima, e un piccolo snack. Bastien racconta ogni vino ed è lì per le vostre domande. Dura circa un'ora e mezza.
Si prenota online sul sito dell'agriturismo: agriturismoferdy.com, Lunedì del Vigneron con Bastien Gautheron, dal pulsante Prenota (nella schermata di prenotazione scegliete "Lunedì del Vigneron" dalla tendina in alto). Dopo la degustazione potete fermarvi a cena al ristorante: prenotate un tavolo.