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I cinque volti della Valtellina: tra terrazzamenti e viticoltura di montagna

giovedì 3 settembre 2026 10:163 settembre 2026

Un viaggio attraverso pendenze estreme e storie di vignaioli autentici per lo Speciale Wild Vigneron.


I cinque volti della Valtellina: tra terrazzamenti e viticoltura di montagna

In Valtellina fare vino significa misurarsi ogni giorno con la vertigine e la pietra. È qui che il Nebbiolo si spoglia di ogni ridondanza e prende il nome antico di Chiavennasca: un vitigno che tra queste montagne impara a farsi teso, alpino, di straordinaria eleganza e limpidezza. I filari si arrampicano su oltre 2.500 chilometri di muri a secco, terrazze scolpite a mano nei secoli che sembrano sospese nel vuoto, affacciate sulle sponde del fiume Adda.

Coltivare questi pendii, dove le pendenze sfondano regolarmente la soglia del 30%, richiede un grande impegno e totalmente manuale. È proprio questo microclima estremo, fatto di roccia viva, forte insolazione e brezze fresche che scendono dai valichi alpini, a plasmare vini inconfondibili.

In occasione dello Speciale Wild Vigneron, abbiamo voluto raccontare la Valtellina attraverso lo sguardo, le mani e i calici di cinque produttori fuori dal comune. Con una selezione di dieci bottiglie emblematiche, vi portiamo alla scoperta di un territorio dove la terra si lavora ancora con il cuore e il rispetto assoluto per la natura.

Pietro Selva    L’armonia e l'eleganza di Castione Andevenno

Pietro Selva coltiva 1,5 ettari a Castione Andevenno dal 2010. Il suo è un rigoroso approccio biologico: vendemmia manuale nelle tradizionali bigonce e fermentazioni spontanee con lieviti indigeni. Con una produzione limitatissima (meno di 3.000 bottiglie l’anno), Pietro regala vini dalla delicatezza, equilibrio e tensione minerale che ricordano i grandi Cru della Borgogna.

Dosso del cuculo 

Un Nebbiolo 2021 Rosso di Valtellina DOC agile, fresco e gioviale. Esprime la croccantezza del frutto rosso di montagna, affiancata da una verve minerale e da una beva dissetante e sincera.



Costiera delle Cicale Riserva 

Espressione profonda e di grande finezza. Un sorso elegante, balsamico e setoso che racconta tutta la nobiltà della Chiavennasca coltivata sui suoli rocciosi e sabbiosi esposti a sud.


Giuseppe Boffalora   Il legame indissolubile tra le api e la vigna

Prima di diventare vignaiolo, Giuseppe Boffalora è stato, ed è tuttora, un apicoltore. A Castione Andevenno gestisce 3 ettari in lotta integrata, curando vigneti secolari e alcuni ceppi storici a piede franco. Giuseppe mantiene gli alveari posizionati direttamente sopra le vigne: l’attività delle api favorisce la biodiversità e la naturale maturazione delle uve. I suoi sono vini generosi, autentici e profondamente legati al respiro della montagna.

La Foppa 2022  

Un vino diretto, schietto e di grande bevibilità. Porta al naso note floreali e di erbe alpine, accompagnate da un palato succoso e reattivo.



Pietrisco 2023  

Nato da fermentazione spontanea e affinato circa un anno in botte. Si presenta di un rosso rubino trasparente; al naso regala spunti gessosi, minerali e di sottobosco. Al palato è compatto, energico, sapido ed estremamente elegante.



Colombo Sormani   Dalla fabbrica al garage: la scelta dell'artigianalità

Lorenzo Colombo e Andrea Sormani erano rispettivamente un elettricista e un metalmeccanico di Lecco. Nel 2019 hanno deciso di cambiare vita: hanno acquistato una vigna nel cuore della Sassella e vinificato la prima annata all'interno di un garage. Oggi coltivano quasi 2 ettari in biologico con una filosofia pura: lieviti indigeni, nessuna correzione e nessuna filtrazione. Ogni annata testimonia una crescita e una maturità sempre maggiori.

Sassella   

Un classico della zona: pietra, acidità integrata, frutta rossa croccante e un tannino fine ma deciso. Un'espressione pura e pulita del terroir della Sassella.



Puntesel

Vino snello, profondo e coerente. Si distingue per un naso balsamico espeziato, supportato da una spiccata vena salina e da un finale lungo e persistente.



Bastian Cuntrari   La provocazione geografica di due giovani controcorrente

"Bastian Cuntrari" in dialetto valtellinese significa "andare controcorrente". È il nome scelto da Michele Silvestri e Patrik Paruscio, due giovani vignaioli che coltivano le proprie vigne nelle sottozone storiche di Sassella, Grumello e Inferno, ma hanno la cantina sul versante oposto (Orobico) ad Albosaggia: l'unica cantina valtellinese situata fuori dai confini viticoli tradizionali. Una sfida geografica che si trasforma in una firma stilistica unica.

Valtellina Superiore  D.O.C.G 

Un sorso fresco, teso e verticale. Combina la struttura tipica del suolo della Sassella a una giovinezza di frutto esuberante espeziata.



L'Esperimento 

La dimostrazione liquida del loro spirito "cuntrario". Un vino libero da schemi, macerato e vinificato senza preconcetti, capace di sorprendere per energia, dinamismo e personalità.



Marcel Zanolari   La visione biodinamica dei "vini vivi"

A Bianzone, Marcel Zanolari rappresenta l'anima più visionaria della valle, raccogliendo il testimone del padre Giuliano (pioniere della viticoltura naturale negli anni '80). Dal 2010 Marcel ha introdotto la biodinamica (certificata Demeter dal 2015). Accanto alla Chiavennasca, sperimenta con Riesling, Pinot e varietà PIWI, vinificando con fermentazioni spontanee in anfore di argilla. I suoi sono veri e propri "vini vivi".

Pinot Bianco 

Una declinazione in bianco di grande fascino alpino. Lavorato in anfora, regala sensazioni tattili uniche, tra note di erbe aromatiche, agrume maturo e una spiccata mineralità.



Nebbiolo Valtellina Superiore 

Figlio di una lunga macerazione e di ben 36 mesi di affinamento in botti usate. Un vino complesso e profondo, non filtrato, che si apre su note di frutti di bosco, rosa, cacao e spezie, offrendo un sorso armonico, profondo e indimenticabile.


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